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Appello di Napolitano all’affollamento delle carceri italiane. Il M5S contesta il Capo dello Stato apertamente chiedendo le sue dimissioni

Oggi Napolitano torna su un tema molto delicato; ovvero il sovraffollamento delle carceri italiane. Situazione divenuta insostenibile soprattutto per i detenuti; i quali si trovano in un’estrema situazione di disagio; dove la mancanza di spazio lede anche i fondamentali diritti umani. 

Ecco che il Capo dello Stato pone al vaglio del Parlamento come azione di pronta soluzione; la possibilità di approvare una legge di indulto ed amnistia. Ciò favorirebbe la riconduzione ad una situazione quanto meno normale e regolare

dell’affollamento delle carceri.
Napolitano dopo questo ulteriore appello al Parlamento; è stato ferocemente contestato dal M5S; il quale lo accusa di voler salvare Berlusconi dalla galera ed è stato ritenuto indegno a ricoprire la carica più alta dello Stato; a parere del deputato pentastellare Manlio Di Stefano. Toni cosi aspri e irriguardosi verso le istituzione dello Stato non sono mai stati tenuti prima; soprattutto da politici ma ancor più da membri eletti in parlamento. 

L’indulto e l’amnistia si ricordi sono provvedimenti giuridici che si attuano su procedimenti penali; pertanto non applicabile nei casi di reati fiscali i quali sono a carico dell’imputato Berlusconi. Altra nota di rilievo da notare che dai dati del Dipartimento di amministrazione penitenziaria; risulta che al 30 giugno 2013 il numero dei condannati in via definitiva ammonta a circa 24.000; i quali si trovano ad espiare una pena detentiva inferiore ai tre anni di reclusione. Una possibile scarcerazione di questi ultimi; riporterebbe il numero dei detenuti all’interno delle carceri ad una situazione regolamentare. 

Il problema del sovraffollamento delle carceri è una grave lesione dei diritti umani; ed urge trovare una risposta in tempi brevi; lo chiede il Presidente della Repubblica; ma ancor prima la chiesto l’Unione Europea. Il demagogismo degli associati del M5S può essere paragonato a quello di un bambino che tira le pietre in uno stagno; e dopo ritrae la mano per non farsi vedere. Il nuovo gruppo parlamentare fino adesso è rimasto a contestare tutto e tutti; ma non ha mai intrapreso o proposto qualcosa di costruttivo per il paese; non esprimono il dovuto rispetto per le cariche di quello Stato che rappresentano (pur rimanendo all’opposizione); e propongono sobillazioni sociali anti-democratiche che non approdano al nulla. 

Lo si può definire il partito del nulla; fino a quando resta legato al suo leader che intrattiene i suoi elettori; con uno show cabarettistico di satira politica; il quale continua a contestare tutto e tutti: i politici italiani; il governo; le istituzioni; gli organi della magistratura. La differenza sostanziale sta nel fatto che prima delle scorse elezioni; Grillo era uno show-men; ora è anch’esso un politico; fa parte di quella stessa macchina che lui tanto contesta; ma alla quale non sa offrire qualcosa di meglio; non propone azioni concrete; non enuncia nessun programma. Il M5S grida ad alta voce di andare nuovamente a votare; con questa legge elettorale il “porcellum”; perché è solo nel caos che il movimento può esprimere qualcosa.


Davide Lombino

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