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Berlusconi e l’autoritarismo politico di colui che non lascia lo scettro del potere

“Lo Stato deve uscire dalla sua neutralità. Se sarà necessario che il presente contrasto si risolva con la forza, i fascisti sono pronti ad usarla.” “O ci daranno il governo, o lo prenderemo calando su Roma. Ormai si tratta di giorno, e forse di ore”. 

Questo fu il discorso d’insediamento tenuto al teatro San Carlo di Napoli dal leader del movimento fascista Benito Mussolini il 24 Ottobre 1922. Simultaneamente dopo la sentenza Mediaset degli scorsi giorni; il leader del Pdl Silvio Berlusconi dichiara esplicitamente che farà cadere il governo nel caso in cui dovesse decadere dalla carica di senatore. Il leader del Pdl inoltre collegandosi telefonicamente con Bassano del Grappa; sede in cui si è tenuto la riunione dell’ ”Esercito di Silvio” ha dichiarato che si sta tentando attraverso misure giudiziarie un’azione nei suoi confronti per toglierlo definitivamente dalla scena politica nazionale; definendo la stessa come una misura totalmente antidemocratica. 

L’azione intrapresa dal leader del Pdl dopo la sentenza di condanna; anche se in forma  dialettica e psicologica; è un atto che ci riporta con la memoria al discorso pronunciato da Benito Mussolini il giorno della sua ascesa al potere.
L’Italia risulta spaccata in due; oggi come allora (se pur in un contesto storico e socio-politico diverso); da una parte il Pd ed il M5S che anche se discordano su tutto; sono entrambi d’accordo che Berlusconi debba uscire definitivamente dalla scena politica nazionale; dall’altra il Pdl che minaccia un’azione totalmente irresponsabile di togliere l’appoggio al governo; qualora vedesse uscire dalla scena politica il suo leader supremo. 

Ancora una volta viene invocata la Democrazia; ne viene proferito il nome; usata impropriamente e gettata via sulla strada come fosse un pezzo di carta inutile. Possibile che si siano intraprese misure giudiziarie che non centrano nulla con la democrazia? Possibile che la Magistratura organo costituzionale della Repubblica italiana svolga azioni antidemocratiche? Possibile che La Suprema Corte Costituzionale organo della Magistratura preposto a far sì che tutti i cittadini italiani rispettino la democrazia abbia emesso una sentenza ingiusta (a parere del Pdl e del suo leader); avendo prove schiaccianti a carico dell’imputato? 

Democrazia è la consapevolezza delle proprie responsabilità di fronte ad una sentenza di condanna di terzo grado (essendo l’imputato già stato condannato precedentemente dalle due precedenti corti costituzionali Assise ed Appello); democrazia è il rispetto delle leggi costituzionali e delle sentenze da esse derivanti nel caso in cui si violi la legge; democrazia è l’uguaglianza di diritti e doveri nei confronti di tutti i cittadini e di tutte le estradizioni sociali senza distinzione di razza; religione; sesso e credo politico; democrazia è ascoltare la voce di ogni cittadino in quanto la sua globalità ne connota un popolo con la sua potestà d’imperio che ha potere assoluto su tutti; dal cui le sentenze sono emesse e nel nome del quale sono democraticamente e costituzionalmente applicate. Il Pdl sta mostrando la sua fragilità politica nel cercare di perorare una causa che non ha nulla a che vedere con l’azione esecutiva di governo. 

La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza sul singolo non su una formazione politica; ed in tutti i parlamenti europei; qualora un politico venga inquisito; decade da qualsiasi carica politica. Ci appelliamo ad un alto senso di responsabilità del Pdl e dei suoi leaders di saper prescindere l’azione individuale con quella collettiva; affinché tutto ciò non abbia serie ripercussioni sulla durata dell’attuale governo; ma soprattutto mostrando rispetto per i propri cittadini in relazione ai sacrifici chiesti per far uscire il Paese dalla profonda crisi economica. Una crisi di governo non è di certo un’azione responsabile da parte di una coalizione politica che rappresenta un’ampia fascia di elettorato nazionale. 

C’è chi invoca come il M5S di sciogliere le camere e tornare alle urne; ma anche questa sarebbe una scelta irresponsabile; in quanto senza una vera riforma elettorale si rischierebbe di trovarsi in una nuova situazione, dopo il voto; ancora più ingarbugliata dell’attuale. Infine chiediamo ancora una volta la collabborazione di tutte le coalizioni politiche affinché questa situazione possa risolversi nel minor tempo possibile; con senso di responsabilità e rispetto per tutti i cittadini italiani; ridando dignità e valore ad un’Italia fin troppo umiliata.


Davide Lombino

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