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Berlusconi fuori dal Parlamento, il centrodestra avanti nei sondaggi elettorali, delegazione Fi chiede a Napolitano di aprire la crisi di governo

L’uscita di scena di Berlusconi da palazzo Madama; non segna la fine del berlusconismo, anzi Forza Italia e i seguaci del Cavaliere stanno cercando di rafforzarsi per dare ancor più battaglia in parlamento.
Una delegazione di Fi guidata da Schifani e Brunetta è stata ricevuta dal capo dello Stato, la quale ha chiesto a gran voce l’apertura della crisi di governo in concomitanza con la fine del governo delle larghe intese.
Napolitano ha risposto fermamente risposta che dal voto sulla legge di stabilità è nata una nuova maggioranza per cui non sussistono le condizioni per sciogliere le camere.
Fi è consapevole che una crisi di governo aperta ora potrebbe riportarli al governo con un nuovo esecutivo.
Dal  sondaggio settimanale condotto da Datamedia per il quotidiano Il Tempo, risulta il leggero sorpasso del centrodestra sul centrosinistra ciò dovuto a due fattori.
Il primo riguarda la piena approvazione elettorale alla scissione del Pdl in due differenti schieramenti politici; la seconda deriva dalla cronica divisione politica interna al centrosinistra nonché alla forte flessione del centrosinistra in favore di altri schieramenti politici, ma soprattutto alle incertezze sulla nuova figura che guiderà il Pd per i prossimi cinque anni .
Avanza infatti Forza Italia che dal 18,1% passa al 19,5%, mentre alla sua seconda settimana di rilevazione il Nuovo Centrodestra è in flessione al 5,9% (-1,1%).Variazioni minime per Lega Nord al 3,6%, Fratelli d’Italia al 2,2%, mentre il Movimento per AN di Storace si attesta questa settimana al 3% (-0,5%): complessivamente l’area di centrodestra è così accreditata del 34,4%. 

All’interno del centrosinistra, che in totale raggiunge questa settimana il 33,3%, il PD rimane primo partito con il 28,9% (-1,4%) seppur indebolito dal voto sulla sfiducia al ministro Cancellieri, mentre SEL è pressoché stabile al 3,4%.
Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sembra beneficiare della flessione del PD e si attesta al 20,8% (+0,8%), mentre l’area di centro non va ormai oltre il 3,8% con l’UDC al 2% e quel che resta di Scelta Civica dopo la scissione degli anti-montiani all’1,8%. Pressoché stabili infine gli indecisi al 17, 3%, mentre aumenta rispetto alla scorsa settimana l’astensione dal 20,6% al 21,7%.

Dai dati statistici si evince che nel caso in cui gli italiani fossero chiamati alle urne in questo momento, con l’attuale legge elettorale non si costituirebbe una vera e propria maggioranza di governo, e tutto ciò andrebbe ai danni degli sforzi fin qui effettuati dall’attuale esecutivo per portar fuori dalla recessione il nostro Paese.

Inoltre nel caso in cui vincesse la coalizione di centrodestra, dove Fi e Ncd sono due coalizioni politiche aventi intenti comuni ma con visioni politiche nettamente contrastanti, si potrebbe assistere ad un’ulteriore frattura all’interno della coalizione stessa dove la situazione di governabilità sarebbe una condizione perseguibile utopisticamente.

Il nuovo esecutivo delineato dovrà dare credibilità non solo per rafforzare la già fragile situazione economica italiana, ma garantire gli impegni assunti nei confronti dell’Unione Europea ma soprattutto mantenere l’impegno preso nei confronti del capo dello Stato varando una nuova riforma elettorale, nodo centrale per la governabilità futura del nostro Paese.

Davide Lombino

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