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Candidato premier; una svolta per l’Italia, un futuro per l’Europa

La politica adottata in questi giorni da Berlusconi, sta avviando un processo mediatico che intende spostare l’attenzione sulla sua netta ridiscesa in campo per la corsa alle prossime elezioni politiche nazionali, distogliendo l’attenzione da ciò che e’ veramente importante, il futuro del Paese dopo lo scioglimento del governo tecnico. 

Altro elemento di rilievo e’ la possibile scesa in campo politico di Mario Monti possibilmente con una sua lista, il quale anche se nella non sempre imparzialità legislativa attuata; con la sua linea di governo ha comunque ridato credito all’Europa che aveva pesantemente discreditato il nostro Paese durante il governo Berlusconi.
Il punto cruciale da porre sotto esame non è se Berlusconi si ricandidi o meno, ma se possa dare quelle garanzie che l’Europa chiede, se sia un uomo la cui condotta morale, l’iniziativa di governo sviluppata, e la coerenza di azioni da effettuare dopo l’iniziativa, possa far si che il Paese goda della fiducia e della stima non solo dei paesi dell’Unione Europea ma delle potenze economiche mondiali; evitando che attuando una linea di governo non coerente con gli standard europei, l’Italia sprofondi nuovamente nel baratro economico di un anno fa, ma stavolta con conseguenze irreversibili per il Paese. 

Il periodo storico-politico che stiamo attraversando, deve far riflettere e far ricadere la scelta del prossimo premier su una persona che possa garantire impegni comuni presi con l’Europa, sulla quale gravano profonde riforme economico-politiche per uscire dalla spirale depressiva economica. Occorre affidare la guida del Paese a persone di integerrima diritture morali garanti dello Stato e della Costituzione, ed in questi ultimi anni rincresce dirlo; ma la Costituzione e’ stata troppe volte messa da parte ed ignorata, per far posto ad interessi personali che hanno spostato il focus dell’attenzione dalle direttive di governo, alle condotte morali degli uomini che hanno rappresentato la precedente legislatura. 

Non s’intende polemizzare sul singolo candidato o coalizione, ma bensì sul valore aggiunto che egli possa dare all’Italia ed all’Europa per dare una continuità all’azione di governo fin qui condotta dal governo tecnico dimissionario. 

L’Europa aspetta di sapere chi guiderà il Paese nei prossimi cinque anni, ciò per ridisegnare l’azione di governo dell’Unione Europea, occorre mantenere saldi gli equilibri con essa per garantire stabilita’ economica ma anche governabilità. Occorre attuare una politica economica che possa competere con le maggiori economie continentali mondiali. 

La scelta di un premier che possa creare fratture fra l’Italia e l’Europa risulterebbe deleterio per entrambe le parti, l’Italia avrebbe vita dura per adeguarsi alle direttive comunitarie e per ottenere i finanziamenti dalla BCE, ma allo stesso tempo l’Europa dovrebbe fare a meno del supporto del nostro Paese che nell’ultimo anno ha contribuito fortemente alle scelte di politica comunitaria determinanti per dare una svolta alla recessione economica. 

Il risultato sarebbe un’Italia isolata dall’Unione Europea, ed un Europa politicamente ed economicamente debole anche nelle negoziazioni verso gli altri continenti. Per sfatare tutto ciò occorre una scelta ponderata; guardando alla coalizione di governo, ma anche all’uomo che dovrebbe rappresentarla, perché come disse William Hazlitt (Caratteristiche, 1823) ” I soli che meritano un monumento non ne hanno bisogno; quelli, cioè, che hanno eretto un monumento nelle menti e nelle memorie degli uomini”.

Davide Lombino

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