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Crisi finanziaria MPS; buco finanziario di 220 milioni di euro; falso in bilancio e occultamento di atti d’ufficio i maggiori capi di accusa; il presidente dell’Abi Mussari si dimette ed il titolo crolla a -8,2%

Lo scandalo che ha colpito il Monte dei Paschi (la banca operante più antica del mondo); ha radici profonde e diffuse. Già nel 2009 l’allora presidente del gruppo bancario Giuseppe Mussari; aveva falsato il bilancio societario e d’accordo con la banca giapponese Nomura cercò di occultare e far sparire il buco di 220 milioni di euro attraverso la gestione di un conto derivato chiamato Alexandria. In seguito quando Mussari ricevette la carica di presidente dell’Abi; ne occultò le verifiche. Il grave debito finanziario; mette a repentaglio non solo il futuro della banca; ma anche i conti dello Stato stesso; infatti il governo Monti aveva già stanziato 3,9 miliardi di bond per coprire il deficit finanziario.

Una riflessione di non poco conto va fatta riguardo la rischiosità e volatilità del fondo Alexandria; che potrebbe generare perdite pari a 740 milioni di euro le quali si ripercuoterebbero pesantemente sul bilancio dello Stato.

Lo Stato quindi potrebbe varare una nuova manovra finanziaria per il risanamento che graverebbe sui cittadini. Inoltre in questo preciso momento il Fondo Monetario Internazionale si trova in Italia per sottoporre le nostre banche agli stress test. 

Il fondo emette periodicamente delle analisi su un determinato Paese per valutare la solidità e la rischiosità del sistema finanziario; tenendo conto dei dati; del sistema di vigilanza e della caratteristiche intrinseche. 

L’ultimo controllo completo in Italia risale al 2004. Nel 2012 l’Fmi aveva comunicato che i crediti in sofferenza delle banche italiane erano superiore di quanto previsto e peggiori di quelli spagnoli. L’affermazione da parte del Fmi aveva generato delle critiche aggressive da parte dello stesso Mussari, che accusò il fondo di non usare criteri di valutazione omogenei per tutti i paesi. 

Dall’esame che l’Fmi sta svolgendo; sottoporrà a valutazione anche gli accantonamenti delle banche; ossia le riserve che le banche detengono per garantire i propri crediti. Una eventuale valutazione negativa potrebbe produrre un’altra grave crisi finanziaria della borsa italiana; facendo fuggire i capitali presso i mercati finanziari stranieri; situazione già verificata durante la conduzione di altri test. 

La situazione avrebbe ripercussioni inesorabili anche verso le future erogazioni di mutui e prestiti da parte delle banche; in quanto risulterebbero appartenere ad un sistema creditizio molto indebolito; che non permetterebbe da parte loro; la possibilità di reperire risorse monetarie da immettere nel sistema economico-finanziario del paese.  

Il ministro del Economia Vittorio Grilli ha subito scagliato una frecciata contro Banca Italia; accusandola di non aver svolto sufficientemente bene il compito di vigilanza; e di aver tralasciato a lungo un problema finanziario così grave già conosciuto da più di un anno. L’Italia vista nei diversi settori economici; ha bisogno di una profonda pulizia per ritornare competitiva e credibile. 

Non si può accettare che siano coinvolte interi organi e strutture dello Stato in sistemi complessi di corruzione, non è ammissibile che si cerca di recuperare un’immagine credibile all’estero; cambiando la premiership  di governo e nessuna radicale pulizia profonda venga operata nei strutture interni che lo compongono. 

Casi di corruzione come abbiamo visto alla regione Lombardia; alla regione Lazio alla Sicilia al a molti altri apparati dello Stato e non solo, anche a casi di molte altre aziende italiane (ricordiamo anche se non in tempi recenti il crack della Cirio e della Parmalat). 

Non si è credibili se si cambia la faccia di un governo; e la veste resta identica; non si è credibili se non si attuano leggi anticorruzione valide ed efficaci; no perché c’è lo chieda l’Europa; ma perché nasce da un’intima convinzione di operare un radicale cambiamento della società. Infine non si è credibili se i candidati alle liste elettive; siano persone dalla nonché ombra di macchia giudiziaria; i quali potrebbero operare quel cambiamento che realmente necessità in Italia; per riportare alta l’onorabilità di un Paese che da troppo tempo è stata calpestata.


Davide Lombino


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