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Elezioni in Sicilia; Crocetta il nuovo governatore, vittoria rivoluzionaria

La vittoria elettorale storica di Crocetta alla carica di governatore della Sicilia; apre per i siciliani un’era nuova anche se pur moderata. 

Per la prima volta un ex-comunista riesce nell’ardua impresa d’insidiarsi a palazzo dei Normanni sede storica della regione siciliana. 

Ma la situazione è alquanto complicata, perché Crocetta è stato eletto con una preferenza del 19% dell’elettorato, risultato che non gli permetterà di avere un’ampia maggioranza per la governabilità dell’isola. <

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Crocetta dovrà trovare nuove coalizioni per cercare di poter portare avanti la sua legislatura regionale; situazione resa più complessa dall’affermazione sull’isola del movimento cinque stelle di Beppe Grillo che raggiungendo il 15% dei voti è diventato il primo partito dell’isola, ma il quale esclude possibile coalizioni con partiti.
Il Pdl esce distrutto da questa tornata elettorale, considerando che alle scorse elezioni regionali ottenne un risultato plebiscitario storico di 61 seggi a 0.

Non è da trascurare pero’ neppure l’astensionismo da parte dei cittadini alle urne; infatti il 51% dei diritto al voto; non si sono presentati ai seggi. 

Dato che dovrebbe far riflettere molto; in quanto dopo il flop del centro-destra nelle due scorse legislature prima con Salvatore Cuffaro e poi con Raffaele Lombardo che non finirono rispettivamente il loro mandato; in quanto accusati di associazione mafiosa; i siciliani si sono accostati con timidezza a questa nuova tornata elettorale, avendo perduto la credibilità nell’onesta politica ed ideologica di chi si appresta a rappresentarli, ed allo stesso tempo sfiduciando i partiti di maggioranza che negli ultimi anni li hanno rappresentati; i quali non hanno tenuto una condotta esemplare. 

Chi ha vinto? Sicuramente il partito del non voto; insieme ai populisti seguaci del movimento cinque stelle. Bisogna anche considerare che, se le elezioni hanno fatto vincere il centro-sinistra segno di estremo cambiamenti nell’isola; allo stesso tempo delinea una situazione di precaria governabilità dovuta al numero ridotto dei seggi ottenuti soltanto 39, e dalla percentuale non elevata di consensi che il partito ha ottenuto dall’elettorato nei confronti degli altri gruppi politici. 

Ciò potrebbe comportare la ricerca di coalizioni di governo per portare avanti la nuova legislatura. 

Questo aspetto rischia di innescare un nuovo processo di ingovernabilita’ del nuovo esecutivo, in quanto potrebbe uniformarsi a quanto fin’ora si è fatto in Sicilia dopo le dimissioni del ex-governatore Lombardo; ovvero creare un governo di ampia maggioranza per continuare la legislatura. 

Tutto ciò potrebbe comportare quel mancato cambiamento che i siciliani si aspettano; per riportare ordine e legalità in una terra nella quale da decenni si perpetua disordine e sopraffazione dove vige la legge del più forte. In conclusione auspichiamo che almeno questa volte ci siano segni forti di cambiamento ideologico, politico e socio-culturale dei quali la Sicilia ha bisogno per riscattarsi da tanti anni di ombra ed arretratezza.

Davide Lombino

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