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Elezioni italiane; incertezze politiche in un quadro complesso

Il processo di aggregazione politica apertosi dopo le dimissioni di Mario Monti, lascia intravedere uno scenario già ripetutosi in passato. 

Berlusconi ha apertamente dichiarato che si ricandiderà come premier alla guida dei moderati, per le prossime elezioni nazionali spiegando che intende farlo per curare i propri interessi personali e anche per il bene dello Stato. 
Sarebbe però disposto a farsi da parte qualora Monti deciderebbe di sciogliere gli indulgi e candidarsi a premier per la guida del centro-destra. 

Per farsi’ che accada, il Presidente Napolitano dovrebbe revocare la nomina di senatore a vita che attribuì a Monti prima del conferimento dell’incarico a premier durante il periodo della formazione del governo tecnico, in quanto non previsto dalla Costituzione Italiana.

I maggiori premier europei intanto hanno dimostrato un forte apprezzamento nei confronti di Mario Monti i quali in vista di una possibile rielezione di Berlusconi, vorrebbero che Monti rimanesse alla guida di Palazzo Chigi. Il Pd e’ in corsa con Bersani dopo la sua vittoria alle scorse primarie che lo vide nettamente vittorioso nei confronti del rottamatore Renzi. 

Bersani dal 2009 ad oggi ha vinto tutti i traguardi (elezioni come segretario del partito, elezioni amministrative 2011, elezioni regionali 2012), vorrebbe adesso tentare la scalata a Premier anche con l’apertura al dialogo con il centro. 

Napolitano anche se un ex PCI come Bersani sarebbe comunque d’accordo in un proseguimento di Mario Monti alla guida del Paese questo per evitare che si vanifichino gli sforzi fin qui fatti per evitare un collasso economico della nazione, ma stavolta con una maggioranza politica. 

La rielezione di Monti allontanerebbe le speculazioni sui mercati finanziari nei confronti dei titoli italiani, e contestualmente manterrebbe lo spread dei titoli italiani nei confronti dei bund tedeschi a livelli accettabili. 

Lo scenario delineato e’ vario ma allo stesso tempo complesso, il centro-destra dimostra ancora di non avere una propria maturità politica per distaccarsi definitivamente da Berlusconi il quale dopo la sfiducia pienamente conquistata dall’Europa prima e più tardi anche dall’Italia e avendo ancora processi giudiziari in pendenza in attesa di sentenza definitiva, ritorna imperterrito in campo più per curare gli interessi personali che per il bene del Paese, inoltre a causa della scarsa moralità politica ed di condotta dimostrata da questa coalizione durante l’ ultima legislatura, sono alla ricerca di un punto di forza su cui appigliarsi per rimanere a galla come disse l’ ex-premier Giulio Andreotti ” Meglio tirare a compare che tirare le cuoia”. 

Inoltre il centro-destra non ha saputo neppure organizzarsi per le primarie tanto evocate come segno di rinnovamento, ma non attuate forse per paura che almeno una volta sia l’elettore a decidere e non la coalizione. Il centro-sinistra risulta molto più organizzato ma frammentato allo stesso tempo, per cui in un periodo storico-politico particolare occorre più unita’ che mai. 

Il centro-sinistra ha svolto le primarie nel segno della più alta democrazia, ma nonostante la vittoria di Bersani le diverse correnti che formano la coalizione sembrerebbero disposte a imporre le proprie direttive non lasciando spazio al dialogo. In uno scenario molto incerto si ripresenta l’ipotesi Monti, ma con quale schieramento? 

Monti potrebbe essere un candidato ideale alla prossima Presidenza della Repubblica, ma deve continuare a dimostrare una certa imparzialità e nel caso in cui voglia correre per il posto deve rimanere fuori dalle prossime elezioni politiche.  Questo e’ il complesso quadro politico italiano che nutre in se molti più incertezze che dati di fatto, tutto questo dovrebbe far riflettere i politici ma prima di tutto il popolo italiano.


Davide Lombino

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