Get a site

Elezioni Usa; Obama rieletto dopo un lungo testa a testa con Romney

La rielezione del Presidente Barack Obama si apre con la sua celebre frase pronunciata subito dopo il verdetto arrivato dallo stato dell’Ohio “4 more years il meglio deve ancora venire”. 

In realta’ i quattro anni che seguiranno saranno alquanto travagliati per il presidente eletto; in quanto dovra’ affrontare il problema della riduzione del debito pubblico, ma anche cercare una via d’uscita dalla crisi economica mondiale per l’America e anche per l’occidente stesso. <

br />
Compito reso ancora piu’ difficile dalla netta divisione delle camere del parlamento. I democratici sono stati eletti al senato, mentre alla camera sono andati i repubblicani. La situazione delineata e’ identica a quella delle scorse elezioni americani del 2008, l’unica differenza riguarda lo scarto dei voti ottenuti dai singoli candidati, il presidente Obama e’ stato eletto con meno voti preferenziali rispetto alle elezioni del 2008.

Questa tornata elettorale e’ stata seguita con grande apprensione da parte non solo degli Americani, ma anche dal mondo intero; in alcuni stati americani si e’ tenuto un vero confronto testa a testa tra Obama e Romney e dalle prime proezioni del voto anticipato si era pensato ad un sorpasso di Romney su Obama. 

Il mondo intero aspettava con trepidazione la rielezione di Obama; anche il mondo finanziario ha reagito subito positivamente alla rielezione segnando tendenze positive su tutti i mercati mondiali. 

Congratulazioni sono arrivati dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, che si è detto “molto felice” per la rielezione del presidente Barack Obama. Anche la stessa Grecia tira un sospiro di sollievo dalla rielezione di Obama il quale e’ stato molto presente nella politica del penisola ellenica, la Grecia era stata sostenuta piu’ volte dal presidente americano che e’ stato criticato dallo stesso avversario politico avendo piu’ volte dichiarato la Grecia come un esempio da evitare. 

Obama ha ricevuto le congratulazioni da tutti i capi di stato dei paesi facenti parte del G20 nonche’ anche dal presidente delle nazioni unite Beniamyn Netanyahu il quale si e dichiarato felice della sua rielezione fondamentale per continuare a lavorare insieme per mantenere e proteggere i diritti dei cittadini d’Israele. 

Obama ha di fronte a se un cammino arduo ed impervio che lo attende per i prossimi quattro anni, stabilizzare il debito pubblico, e traghettare come fece Caronte nella commedia dantesca, gli USA fuori dalla recessione economica. Tutti si aspettano un processo mediatico ed autocratico americano forte, che possa dare spunto non solo all’America ma anche all’Europa stessa a nuovi imput e risorse da investire assieme per uscire dalla crisi economica mondiale. 

L’Europa spera di trovare idee nuove e concrete da impiegare in campo e da contrapporre alla sterilita’ di quelle che in questi anni si e’cercato di trovare per trovare una soluzione alla recessione. Situazione resa piu’ complessa dalla criticita’ economico-finanziaria di alcuni paesi della stessa UE che hanno rischiato la bancarotta. 

L’America ha cercato il cambiamento nelle elezioni del 2008, e lo ha trovato eleggendo un presidente che ha cercato di cambiare in parte l’identita’ del paese forse troppo in fretta per farsi’ che gli Americani assimilassero bene chi Obama fosse veramente e cosa volesse fare per gli Americani. 

Per la prima volta quattro anni fa’ e’ stato eletto in America un presidente afro-americano di colore, passo di grande emancipazione per i cittadini bisogna darne atto. 

Ma sostanzialmente la societa’ americana resta una societa settaria amante dei privilegi di classe , e bigotta allo stesso tempo; cio’ ha comportato che l’elezione di un presidente giovane e con idee innovative, provocasse uno tsunami socio-culturale tale da far perdere quella fiducia inerziale che gli americani hanno accordata ad Obama, la quale stava epilogando nella possibilita’ che lo stesso non venisse rieletto. 

Speriamo che i prossimi quattro anni di governo per Obama possano aprire un dialogo sociale verso le varie classi sociali di cui l’America e’ composta e possa quantomeno rilanciare l’immagine di un Paese ritenuto dagli Americani stesso portatore di liberta’, progresso e democrazia.

Davide Lombino


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un'altro punto di vista