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Giovani Italiani; popolo senza futuro

L’Italia negli ultimi dieci anni, ha vissuto un periodo non molto fortunato in termini economici, (stagnazione dei prezzi; mancanza del lavoro; perdita di competitività nazionale ed internazionale); situazione aggravatasi nell’ultimo triennio con l’avvento della grave recessione mondiale; che ha accentuato le gravi difficoltà economiche alle quali il paese doveva fronteggiare. 

I giovani grande speranza e futuro di tutti i paesi del mondo; in Italia sono stati messi da parte; si è parlato tanto in questi anni di riforme scolastiche; adeguamento della scuola al mondo del lavoro; creazione di nuovi posti di lavoro; stabilizzazione dei contratti precari, ma il vero problema fondamentale, resta che i giovani alla fine della loro carriera scolastica; non trovano un reale e naturale sbocco professionale nel mondo del lavoro, non solo nei settori economici per i quali si sono studiati, ma anche in qualsiasi altro dignitoso lavoro; che permetta di crearsi un dignitoso futuro. 
Per quei pochi fortunati che riescono a valicare il muro che divide chi non lavora, da chi si trova nel mondo del lavoro, si aprono prospettive di precariato ad oltranza con stipendi da fame. 

Ecco che come gli italiani d’Australia, che pensano nostalgicamente all’Italia che fu, quando andarono via del proprio paese per cercare miglior fortuna; così l’Italia nostalgicamente pensa agli ormai passati anni sessanta; dove l’Italia era in rapida crescita economica; stabilità sociale ed i giovani avevano tante prospettive d’innanzi al loro futuro. 

Oggi I giovani italiani vogliono uscire dal proprio paese, non solo per studiare ma per cercare le opportunità di lavoro, di vita, e di crescita alle quali ogni essere umano ha diritto di auspicare. 

Triste realtà questa ma indubbiamente reale conseguenza di un sistema politico italiano che ha guidato il paese nell’ultimo decennio inefficace, inefficiente ed inadeguato a rispondere alla primaria esigenza di dare un futuro ai giovani; cercando di riempire il gap economico introducendo leggi atte ad aumentare l’età anagrafica e contributiva dei lavoratori, bloccando l’adeguamento dei salari al tasso inflattivo e riducendo progressivamente i posti di lavoro causando inefficienze e disservizi per i cittadini che richiedono e usufruiscono di servizi sociali e privati. 

Così facendo si è persa competitività e progresso, lasciando da parte i giovani e le loro idee di crescita; i loro obiettivi e le loro aspirazioni. L’Italia ha dimenticato il bene più prezioso; le risorse umane patrimonio indissolubile e certamente indispensabile, perché una società priva di giovani è priva d’idee; una società priva d’idee è priva di lavoro e una società priva di lavoro è senza futuro.


Davide Lombino

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