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Governo Letta; Fiducia e Criticità per un nuovo esecutivo che si assume la responsabilità di cambiare il destino dell’Italia

Governo di transizione, o transizione di governo? Questa è l’enigma che presto verrà svelato con l’azione di governo del nuovo esecutivo appena insediato. 

Di certo il governo Letta ha avuto una prima vittoria sul piano della fiducia; ma occorre vedere se nel piano esecutivo ci sarà la volontà di tutti affinché il matrimonio forzato tra Pd e Pdl possa cooperare di comune accordo per l’impegno assunto dal nuovo governo a riformare il nostro paese modificando in primis la legge elettorale (porcellum); che ha creato l’immane caos durante le scorse tornate elettorali nazionali.

Di certo le vecchie contrapposizioni e correnti opposte all’interno del Pd; non renderanno le cose facili al nuovo premier; ma neppure la tanto dibattuta abolizione dell’Imu decantata dal Pdl; che nel caso in cui non venisse abolita definitivamente; i vertici del partito (Alfano; Berlusconi);  hanno  minacciato di uscire dall’attuale coalizione e non appoggiare neppure esternamente il nuovo governo. 

Altro problema sollevato è l’attribuzione dei ministeri alle due coalizioni principali. Il Pdl ha dichiarato di non avere accettato che al Pd sono stati assegnati  nove ministeri contro i cinque del Pdl; ciò potrebbe rappresentare un altro ulteriore ostacolo alla convivenza di governo. In queste ore si deciderà anche per l’assegnazione dei trenta sottosegretariati ministeriali; il Pdl sta giocando le sue carte migliori per portare più propri tasselli sulle sedie a disposizioni. Letta rappresenta la garanzia (non solo nazionale); di un nuovo imprinting politico nazionale. 

Fuori tutti i big; via al rinnovamento che in questa squadra di governo conta anche chi è italiano ma non è nato in Italia( due ministri stranieri; una della Repubblica del Congo Cecile Kyenge al ministero senza portafoglio dell’integrazione; e l’altra tedesca al ministero delle Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili la campionessa olimpica Josefa Idem). La novità sostanzia già nell’incarico dato dal presidente Napolitano ad uno dei premier più giovani della repubblica italiana; Enrico Letta con i suoi 46 anni è il secondo premier italiano più giovane della repubblica (il primo fu Giovanni Goria con i suoi 44 anni di età; che fu incaricato di formare il governo nel 1987; il quale durò poco meno di un anno); il quale ha voluto dare un segnale forte di rinnovamento della classe politica che per più di vent’anni ha avuto incontrastato dominio nella formazione dei governi nazionali. 

Anche il Pd è in chiara fase di rinnovamento a cominciare dalla scadenza del mandato dell’attuale  segretario del partito Pierluigi Bersani; il quale fu incaricato nel 2009; pertanto si potrebbe assistere ad un rinnovamento dei vertici del Pd a breve termine. 

Anno nuovo; governo nuovo; ministri giovani; Letta conta di una squadra di governo di età media di  53 anni contro il 63 del vecchio esecutivo Monti; record assoluto. 

La speranza che tutti auspichiamo che la nuova squadra di governo abbiano un vero e profondo amore per il paese; per cercare di attuare le riforme che non sono state fatte dai precedenti esecutivi. L’opposizione formata da Sel; lega nord e M5S; sembrano pronti a fare un’agguerrita opposizione anche se Vendola ha dichiarato che Sel farà un’opposizione costruttiva. 

Tutto è pronto; bisogna soltanto vedere all’opera l’attuale squadra di governo e tra qualche mese potremo sapere se il nuovo esecutivo; nuovo nelle personalità politiche ma debole come forza politica (in quanto nuova); riuscirà ad imporsi come un reale governo di transizione verso la nascita della Terza Repubblica Italiana.


Davide Lombino

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