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Governo Letta ottiene la piena fiducia alla Camera ed al Senato; dietro-front di Berlusconi che in estremis decide di appoggiare l’attuale esecutivo

Il governo Letta ottiene ampia fiducia per il proseguimento dell’esecutivo dalle larghe intesa. Con 435 si e 162 no alla Camera e 235 si e 70 no al Senato, incassa la piena fiducia per proseguire l’azione di risanamento intrapresa, con la costituzione dell’attuale governo. 

Un azione pregiudicata dalle vicende odisseiche del Pdl, ma fortemente condizionate dalla volontà del suo leader maximo Silvio Berlusconi, il quale con i suoi continui colpi di scena, ha destabilizzato la coalizione di centro-destra, tanto che alcuni dei suoi fedeli seguaci, hanno preferito prendere le distanze dall’azione intrapresa da Berlusconi di far cadere il governo Letta. 

Ciò apre un nuovo capitolo nella storia del centro-destra, e fa capire come la spaccatura creatasi; delinea dei nuovi assetti di potere all’interno del Pdl.

Quel potere che per anni e’ stato una fattore di incondizionato dominio da parte del Cavaliere, come valore certo ed assoluto, viene ora messo in discussione da coloro che per anni hanno sostenuto la sua linea di condotta: dai fedelissimi. Ecco che il voltagabbanismo berlusconiano; di chi dichiara un fatto come valore immutabile e irreversibile, e dopo ne mette in atto un altro, matura i suoi frutti, crea fratture e dissensi. 

Anche se nel voto di fiducia che infine ha espresso il Cavaliere all’attuale governo (smentendo tutto e tutti), vuol far credere che la riconciliazione all’interno del Pdl e’ fatta, ciò rappresenta solo un immagine esteriore da presentare come fattore di unità politica dei moderati. In realtà la frattura all’interno del Pdl c’è’, ed è rappresentata dai quei 25 membri appartenenti al Pdl, che hanno dichiarato di essere pronti a uscire dalla nuova nascente Forza Italia, per dare vita ad una nuova formazione politica di stampo moderata, capeggiata da Angelino Alfano, che è stato in netta contrapposizione, alle decisioni di far dimettere i ministri dal governo prese da Berlusconi. 

Decisioni ricordiamo interccorse tra il Cavaliere e pochi fedelissimi, senza la consultazione di tutto il quartier generale del Pdl, alle quali Alfano non prese parte, ma ne prese atto dopo le dichiarazioni emanate da Berlusconi. 

Tutto ciò comporta una nuova era per il centro-destra, dove si intravedono scenari nuovi, un potere decisionale allargato e non mono mandatario. Forse in vista di tutto cio’ il Cavaliere consapevole del fatto che; la gestione del Pdl e ormai diventata di difficile controllo, ha ben pensato di creare Forza Italia bis, per riprendere la salda guida di potere di un partito e dei suoi accoliti, ricominciando dai suoi successi; ma come tutte le cose vi e un inizio un decorso ed una fine, e potrebbe essere questo il massimo culmine di successo di Berlusconi, che si avvia piano piano al tramonto, lasciando il berlusconismo come uno strano e convulso periodo storico politico italiano, degno di nota nei libri di storia, allo studio delle future generazioni. 

Auguriamo infine che l’attuale governo Letta possa portare a termine quelle azioni intraprese per il risanamento del paese, affinché gli sforzi degli italiani non si vanifichino come la nebbia al sole.


Davide Lombino


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