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Grecia; vince la destra conservatrice, si resta in Europa

Il voto della Grecia di oggi; apre un nuovo scenario per il futuro dell’ Unione Europea; i conservatori vincono insieme al supporto dei cittadini che consapevolmente hanno deciso con il loro voto referendario; di restare all’interno della Europa, mentre la sinistra radicale resta all’opposizione non condividendo la posizione conservatrice della destra. 

Adesso i paesi membri dell’Unione Europea sono chiamati ad un alto senso di responsabilità per aiutare un paese che deve ricominciare da zero; consapevole che un ulteriore fallimento metterebbe a rischio non solo la Grecia; ma anche l’intera Unione comunitaria dei paesi membri.

Dopo il voto i mercati finanziari hanno ben risposto alla scelta intrapresa dalla Grecia; dando rinnovata fiducia con segni deboli se pur di ripresa positiva; ma serve una forte sostenibilità economico-finanziaria da parte della BCE per far ripartire il paese; coadiuvata da una politica non speculativa; ma incentrata a creare stabilità e sviluppo in un paese ridotto alla soglia della bancarotta. 

La Germania risponde che è pronta a dare sostenibilità alla Grecia; speriamo non sia la solita frase di routine; considerando che la politica disfattista tedesca è stata una delle maggiori cause che ha portato la Grecia al suo epico flop finanziario. Il partito di destra Nuova Democrazia è il nuovo gruppo di maggioranza raggiungendo un consenso pari al 30,5% ed attribuendosi un  bonus per il premio di maggioranza pari a 50 deputati in parlamento. 

Ciò cambia anche l’assetto politico del paese che dovrà fronteggiare una situazione difficile, ben conosciuta; ma di difficile gestibilità; tenendo conto che la vecchia coalizione non ha saputo gestire una crisi grave e diffusa abbattutasi pesantemente sul paese ed aggravata dal dissesto economico-finanziario. 

Se l’Europa riuscirà nell’intento di far ripartire la Grecia; darà chiari segni di evoluzione verso un paese unitario capace di risolvere i problemi che affliggono le diverse aree geografiche facenti parte; viceversa si potrebbe minare la speranza che un governo centrale sovranazionale; possa dettare una politica unitaria; adeguatamente omogenea ed applicata da tutti i paese membri dell’U.E.; capace di far rafforzare la credibilità degli investitori i quali guarderebbero all’Europa come unico stato democraticamente capace di crescere; svincolato dalle singole sovranità nazionali. 

Il concetto di globalizzazione inizialmente utilizzato per identificare un unione economica globale; chiede necessariamente anche un’unione comunitaria di indirizzo politico univoco; se si cercherà di sviluppare insieme le due direttive legandole in una visione unica globale; si potrà rilanciare la politica economica continentale e sfruttarla per rafforzare le aree geograficamente depresse del vecchio continente.


Davide Lombino

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