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Il rispetto dei valori umani fondamento della nascita di democrazie fondate sul progresso sociale

Il confine tra il lecito ed illecito in Europa si è superato da un bel po’, anche sui problemi razziali il confine tra cosa dire e cosa no, resta in bilico come un filo sulla lama di un  rasoio.

In Svizzera ad esempio non è dichiarato razzista chi dice apertamente “sporco straniero” o “sporco richiedente asilo”, a stabilirlo è una sentenza della Corte Suprema federale elvetica, chiamata in causa già nel 2007 quando un algerino era stato arrestato da un poliziotto svizzero, dopo aver rubato una borsa ad una turista russa.

L’arrestato era stato pesantemente apostrofato con aggettivi razziali dall’agente che lo arrestò.
In primo grado di giudizio l’agente è stato condannato al pagamento di una multa per aver infranto la normativa anti-razziale.

Il caso successivamente è stato rivisitato dalla Corte Suprema federale, la quale ha definito gli insulti non di stampo razziale, in quanto non definibile ad una razza, ad un gruppo etnico o religioso.

Un chiaro segno di tolleranza estrema ad estremismi di violenza verbale, che possono sfociare in atti di violenza fisici se non repressi fin dall’inizio.

L’Europa tutta sembri dimenticare come la persecuzione degli Ebrei e degli omosessuali ebbero inizio ai tempi dell’avvento del nazionalsocialismo tedesco e del fascismo italiano.

Gli attacchi verbali furono i primi segni della nascita del decadentismo morale sui diritti umani, ai quali ogni essere umano dovrebbero essere garantiti.

Le tolleranze verso forma di violenza verbale portano all’inconsapevolezza di ciò che giusto e ciò che è sbagliato, e le innumerevoli interpretazione delle leggi, spesso portano alla distorsione esecutiva di ciò che effettivamente il legislatore voleva sancire nell’intrinsecità della normativa stessa.

Le normative dovrebbero essere attuate nella loro letterarietà trascrittiva, senza interpretazione alcuna, perché da ciò derivano le innumerevoli visioni che ne avallano un diverso modo di attuazione, (talvolta travisando l’oggettività della norma stessa).

La dignità di un uomo deve essere tenuta sempre presente come visione globale, e rispettata da parte di tutti e nei confronti di ogni essere umano, a prescindere che si tratti di un uomo integro, o immorale, onesto o disonesto, leale o sleale, semplice o complesso, tenendo  conto anche della sua natura umano buona o cattiva, del sesso di appartenenza, della sua ideologia politica o appartenenza religiosa e soprattutto della sua estradizione sociale (quest’ultima peculiarità resta prioritaria rispetto alle altre).

L’Europa sembra avviarsi ad un percorso di permissività normative simile a quelle in vigore negli Stati Uniti (vedi le leggi sulla detenzioni di armi da fuoco per usi personali).
Continenti diversi, formati da paesi diversi, permeati da diverse culture, ma espressamente dichiarati democratici, i quali fanno vacillare quella credibilità di evoluzione e progresso tanto evocata quanto demonizzata.

La democrazia è fondata sul rispetto dei valori umani e sulla dignità di ogni persona, anche di coloro che per varie ragioni hanno sbagliato nei confronti della società civile, e per i quali bisogna che la stessa possa tentare la rieducazione morale attraverso l’attuazione di leggi democratiche esecutive, e non interpretative, nel rispetto dei valori umani, essenza stessa quest’ultima dell’esistenza umana.

Davide Lombino

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