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Italiani netta bocciatura per istituzione politiche e di governo, bene forze dell’ordine e Chiesa Cattolica

I risultati condotti dal sondaggio effettuato dall’agenzia di statistica Demos per conto di Repubblica dedicato ai rapporti tra Stato ed italiani nel 2013, ha evidenziato l’assoluto bisogno da parte di quest’ultimi della diminuzione del carico fiscale .

Nel 2005 gli italiani ritenevano più importante potenziare i servizi che ridurre le tasse, oggi si assiste ad una inversione di tendenza, ritenendo più importante ridurre la pressione fiscale anche ai danni della soppressione dei servizi pubblici.
Dal sondaggio condotto emerge che gli italiani denotano il profondo distacco tra istituzioni politiche e di governo.
Perdono conseguenzialmente punti di credito gli enti locali (Comuni, Regioni e Provincie), come il Presidente della Repubblica (quasi 6 punti in meno); per il ruolo assunto negli ultimi sei mesi.
Le cose non vanno bene neppure per il Parlamento dove la fiducia si attesta sotto la soglia del 10%; e ciò implica una vera e profonda crisi della democrazia rappresentativa.
La metà degli italiani pensa che la democrazia sia possibile anche senza l’azione dei partiti politici, ed il 30% dichiara che sia possibile rinunciare alla democrazia.
Anche la magistratura non viene esclusa dalla dura critica degli italiani, che con un consenso se pur ampio del 40% rappresenta una netta perdita rispetto ai livelli di consenso ottenuti nell’era tangentopoli dove il consenso raggiungeva il 70%.
L’Europa non è esclusa dalle dure critiche della popolazione, negli anni novanta per difendersi dallo Stato si ci affidava all’Europa; adesso gli italiani voglio difendersi anche dall’Europa stessa la quale perde ben 11 punti percentuali di credibilità nell’ultimo anno e ben 20 punti negli ultimi dieci anni.
Chi raccoglie consenso sono le forze dell’ordine che incrementano la credibilità del 4%, ciò indotto da un bisogno di maggior sicurezza da parte degli italiani, che stanno attraversando un periodo dove le incertezze sono tante a partire dalla sicurezza sociale.
La Chiesa Cattolica raccoglie consensi ed incrementa la fiducia di ben 10 punti percentuali, il tutto indotto dalla politica di valori umanitari imposta da Papa Francesco che richiama i valori di legalità, amore e fratellanza, riscoprendo i fattori cardini sui quali la Chiesa deve fare riferimento.
Gli italiani intervistati da Demos ritengono che la crisi economica si protrarrà ancora per i prossimi due anni, circa cinque italiani su dieci hanno dichiarato di aver frequentato nel corso del 2013 manifestazioni politiche tradizionali e nuove, oltre sei hanno dichiarato di aver partecipato ad iniziative di manifestazioni sociali, e il 36% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni hanno aderito a manifestazioni di protesta e nelle mobilitazioni in ”Rete”.
Il quadro delineato dal sondaggio non è dei più confortanti, gli italiani dimostrano una piena sfiducia nelle istituzioni politiche e governative, derivante della completa perdita dell’orizzonte strutturale costruttivo di quest’ultime per il paese e sulla mancanza dei valori morali ai quali una sana politica debba fare riferimento.
Si evince una sfiducia emotiva, costruita sulla base di una mancanza di futuro di crescita dell’Italia, dove gli interessi politici sono prioritari, rispetto al perseguimento dei fini di pubblica utilità.
Gli italiani accostano idiomaticamente l’Italia ad una nave senza rotta ma anche priva di capitano ed ufficiali di bordo in balia delle onde e dell’oceano che rappresenta la crisi economica ed identificativa del paese.
Il quadro emerso non è rassicurante, ma gli italiani si aspettano una risposta concreta nel corso del 2014 da parte di tutte le istituzioni (politiche e di governo), perché la sfiducia che aleggia nel paese (come il fantasma di Canterville di Oscar Wilde), sarà completamente sfatata se si avvererà la profezia di avere dei politici ed una politica ispirati ai valori morali dei padri fondatori di questa Repubblica che hanno creato i presupposti di un paese libero moderno e democraticamente maturo.
Davide Lombino

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