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Le formazioni politiche scelgono i presidenti di camera e senato; ma la mancanza di governo è una minaccia che incombe sugli sforzi fin qui fatti dagli italiani e sulla democrazia stessa

Sono state avviate le consultazioni per la formazione delle presidenze delle due camere; ed alla fine hanno vinto i nomi proposti dal Pd: Laura Boldrini per la camera; e Piero Grasso per il senato. 

La scelta è stata poco piaciuta dal Pdl che ha cercato di far riconfermare Renato Schifani come presidente del senato; poi sfuggita dopo che si è compreso che l’inatteso asse con Scelta Civica di Monti non andasse in porto per le richieste, da un lato e dall’altro.
Le forze politiche non riescono a trovare un accordo di governo univoco; si continua a discutere cercando possibili coalizioni per la formazione di una maggioranza di governo al fine di formare un governo; ma le divisioni interne sono tante. 

Il Pd cerca di trovare un accordo con Scelta Civica ma è comunque un’azione insufficiente; la lega ha dichiarato che non intende andare nuovamente al voto (decisione alquanto comprensibile); ma sarebbe disposta a dare un appoggio esterno al governo a prescindere da chi lo formi; unico vicolo categorico sarebbe quello di includere anche il Pdl e Berlusconi. Il M5S non vuole scendere a negoziati di accordi di governo; ed i suoi dirigenti hanno imbastito una barricata al dialogo in tal senso. 

La situazione resta delicatissima. Le leggi di massima urgenza che non si fanno; la governabilità che non c’è; la democrazia che perisce. Queste sono i tre elementi che descrivono l’Italia politica; l’Europa esprime la sua massima preoccupazione in riguardo; ovvero la mancanza di un governo stabile garante degli impegni presi dal governo tecnico uscente, e aspetta fiduciosa in una svolta decisiva di stampo democratico. 

La democrazia una conquista non un diritto; molti dei nostri politici hanno forse dimenticato quanto questa sia costata per ottenerla; e quanto sia difficile garantirla a difesa di tutti i cittadini. A garanzia di essa c’è la giustizia che resta un organo sovrano ed indipendente; in quanto sancisce l’uguaglianza sociale di tutti i diritti e dei doveri di tutti i cittadini dinnanzi alla legge. Stiamo assistendo anche a situazioni drammatiche di attacchi da parte di forze politiche contro la magistratura per la ripresa di “certi processi”; quasi a identificarsi come organo sopra le parti imprescindibile e sovrano. 

La magistratura segue il suo corso e ogni stato democratico deve credere nelle sentenze emanate senza disattendere o travisare la realtà strumentalizzandola come potere mediatico per ottenere consensi dal proprio elettorato. Se perdessimo di vista l’orizzonte democratico; perderemo di vista lo Stato e con esso la sua Carta Costituzionale e la democrazia come potere del popolo e non delle forze politiche. L’irresponsabilità politica di tutti gli eletti dimostrata (vecchi e nuovi); dovrà confrontarsi con la nostra democrazia e la nostra costituzione e soprattutto con gli italiani; dovrà anche rispondere alle domande poste dall’Unione Europea. 

Stiamo vivendo una fase di guerra istituzionale; i tre organi indipendenti ma fondamentali per la nostra repubblica ovvero: esecutivo, legislativo e giudiziario che si scontrano tra loro; invece che cooperare nella stessa direzione per salvaguardare il bene comune; la cosa pubblica; i cittadini italiani. Anche il M5S con l’ondata di rinnovamento che ha apportato; concentrato nel suo radicalismo ideologico ha perso di vista il bene comune: la mancanza di governabilità di un paese allo sbaraglio. Centinaia di migliaia di lavoratori ogni giorno perdono il proprio posto di lavoro; la piccola e media imprenditoria (vero core business dell’Italia); è stata abbandonata a se stessa; la mancanza di lavoro fa perdere competitività al nostro paese; ed quello che era il made in Italy conosciuto in tutto  il mondo; ne rimane solo uno sbiadito ricordo di una storia passata. 

La priorità è salvare la nostro democrazia prima di tutto; e per far ciò occorre uno sforzo delle forze politiche volte al superamento delle singole vertenze interne e lotte di potere; solo così si potrà iniziare quel percorso di riforme tanto enunciate ma non attuate, che condurranno verso la ripresa non solo economica ma anche sociale; indispensabile per stabilizzare il paese e garantire la nostra democrazia che anche se pur giovane rischia di essere cancellata per sempre.  


Davide Lombino

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