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Lettera: Signor Berlusconi, mi consenta un consiglio da amico fraterno

Egregio Cavaliere

nel ringraziarla vivamente per aver avuto a cuore le sorti dell’Italia nell’ultimo ventennio, non posso che prendere atto dell’ulteriore conferma sulla sentenza espressa, sul mancato passaggio ingiudicato della pena accessoria dell’interdizione a due anni dai pubblici uffici, che la corte di Cassazione ha confermato, bocciando il possibile blocco come espressa richiesta presentata dai suoi legali.

Siamo tutti rammaricati dell’esito del processo e sicuramente sentiremo la sua mancata presenza partecipativa alla vita politica nazionale.

Lei ha illuminato il nostro paese per venti anni, dove è riuscito ad operare un azione trasformista dell’Italia.

L’Italia da paese con sovranità d’imperio, è diventata azienda Italia SpA, con rammarico le dico, è stato l’unico caso in cui la costituzione di un’azienda non ha creato posti di lavoro, ma bensì ne ha fatti perdere.

Lei come ha più volte menzionato nei suoi discorsi, è sceso in campo per il bene dell’Italia e degli italiani, ma sembrerebbe arrivato il momento che per lo stesso fine possa anche mettersi da parte.

Bisogna dare un volto nuovo alla politica e dei politici giovani e proattivi agli italiani, occorre un ricambio generazionale che inevitabilmente fa parte del percorso naturale della vita, anche di quella politica.

Non sia affranto dalla sentenza della Cassazione, ma gioisca nel pensare che essendo tornato un normale umile cittadino, possa trascorrere la sua vita vicino ai suoi familiari ed amici, che purtroppo la vita pubblica fin qui condotta, le ha avidamente allontanato per l’incalzante mole d’impegni.

Vorrei darle un consiglio d’amico, non cerchi altri traguardi politici ne in Italia ne in Europa, di trasformazioni ne abbiamo avuto fin troppo, e del berlusconismo italiano si parlerà anche nei libri di storia a breve, avendo lasciato un segno intangibile.

E’ vero un chiaro segno della sua politica lo ha ben lasciato, se ne evidenziano i tratti marcati sulla nostra penisola (ed anche all’estero), come quelli profusi da un artista dedito all’arte del disegno su tela.

La politica è un disegno infine ed il premier rappresenta il pittore che con i suoi tratti di pennello ne delinea le forme, il significato è l’espressione più recondita dell’artista stesso.

Signor Berlusconi, lei ha dato quanto di meglio poteva, come un’artista ha modellato l’Italia, come le più celebri opere d’arti di famosi artisti epocali come il Caravaggio, Van Gogh, ed il genio dei geni Leonardo da Vinci.

Proprio quest’ultimo che eccelleva in diversi campi scientifici, come lei, da imprenditore di successo, con la sua ascesa politica, ha dato il meglio di sé nelle sue arti: statista, economista, giurista, legislatore, riformista, ed infine in quello che è riuscito meglio ovvero, trascinatore di folle.

Le folle che lo hanno tanto acclamato e lo acclamano ancora, inebriate dai fumi di pensieri e parole mediatiche, sull’Italia da lei più volte disegnata ed impressa nella mente delle genti, come la tempera sulla tela.

Eviti altri scivoloni, e lasci saggiamente e responsabilmente lo scettro della politica ai nuovi, ai giovani, che l’Italia ne ha tanto bisogno, ma l’antipolitica che è stata protagonista nel nostro paese nello scorso ventennio, ne ha fatto carne da macello, sopportando costi e non benefici.

Proprio così costi, i sacrifici che le famiglie hanno portato avanti per anni per far studiare la propria prole, per garantirgli un futuro migliore, per poi quest’ultimi, non trovando reali opportunità nel suolo patrio, e costretti a cercarlo all’estero a beneficio di altri paesi, per la mancanza di una politica seria, riformista, incentrata alla creazione di reali opportunità di crescita occupazionale sul territorio nazionale.

Scusi se risulto essere prolisso, ma chi le scrive è anch’egli un emigrato all’estero per mancanza di una reale opportunità di crescita in Italia.

Un ultimo consiglio sano che le posso dare amichevolmente, è quello di smettere di essere vittima di fantomatiche toghe rosse e bolscevismo politico, non funziona, l’Italia d’ispirazione laburista le ricordo che prese le distanze dal comunismo sovietico durante la costituzione dell’Internazionale Socialista nel 1947 a Zurigo, e ricostituita in forma moderna nel 1951 a Francoforte, come unione mondiale dei partiti d’ispirazione social-democratica e laburista, rinunciando all’ideologia sovietica e rilanciando una nuova visione politica filo-occidentale.

Lei non è un perseguitato politico, ma un italiano come un altro, che avendo commesso degli errori giudiziari viene sottoposto al giudizio insindacabile di una corte suprema presente in ogni paese di stampo puramente democratico.

Ritengo di doverla salutare e di augurarle un auspicabile intenso momento di pura ed onesta riflessione intimistica, al fine di poter valutare il suo percorso futuro.

Davide Lombino

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