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Primarie nel Pdl; passo importante verso il rinnovamento

L’ex premier Silvio Berlusconi ha ufficialmente dichiarato che per il bene del paese non intenderà ricandidarsi alle prossime elezioni come candidato premier; e per la prima volta in assoluto il Pdl farà le primarie per l’attribuzione della scelta del candidato. 

Strada democraticamente aperta dal Pd nel 2005. 

Le prime primarie sono state effettuate dai partiti dell’allora nascente partito dell’ Unione di centro-sinistra alle elezioni dei consigli regionali; ed i fautori delle stesse furono Romano Prodi e Arturo Parisi. 

Le primarie ebbero successo; tanto che l’Unione li ripropose nell’ottobre dello stesso anno; per decidere il candidato premier alle future elezioni del 2006. 

Oggi con sette anni di ritardo; il Pdl attuerà per la prima volta questa forma di elezione democratica; per decidere chi sara’ il candidato premier da contrapporre alla coalizione di centro sinistra.
Molti direbbero meglio tardi che mai; ma il punto focale resta nel concetto ideologico stesso del meccanismo altamente democratico. 

Alla notizia della non candidatura di Berlusconi; ha subito risposta Daniela Santanchè, e l’ex-ministro Giancarlo Galan oltre al già noto segretario del partito del Pdl Angelino Alfano. L’auspicio resta nella speranza che le coalizioni scelgano i candidati premier; sulla base dell’esperienza politica, culturale e ideologica simbolo di rappresentanza della coalizione stessa, e che allo stesso tempo possa far recuperare all’Italia un’ immagine all’estero degna della sua fama. 

Negli ultimi decenni abbiamo visto insinuarsi al parlamento, persone prive di personalità politica; gente proveniente da altri settori economici; dove per la prima volta si affacciavano al mondo della politica; e si trovarono a ricoprire incarichi di una certa rilevanza. 

Non voglio per altro essere discriminante nei confronti di nessuno; però credo che la preparazione e l’esperienza in ogni campo siano il punto di forza di una crescita a qualsiasi livello. 

La rinnovazione politico-culturale portata nel 1994 da Berlusconi non fu sbagliata nell’ideologia; ma bensì nell’esecuzione di fatto. Il rinnovamento delle personalità politiche; è un elemento ormai inevitabile nel nostro Paese; ma purché le scelte ricadano su giovani adeguatamente preparati al compito che devono ricoprire. 

Solo con la formazione e la gavetta; si potranno formare personalità politiche di qualità che possano dare peso e rilevanza al nostro paese nei confronti non solo dell’Unione Europea; ma anche in campo internazionale. 

I futuri premier eletti dovranno tenere conto di questo ; affinché non si assista alla scelta di parlamentari d’inadeguata preparazione e caratura politica; che possano recare danno ed essere incisivi nelle future scelte legislative del nostro Paese limitando e tante volte annullando l’azione esecutiva. Il senso di responsabilità politica è anche la scelta di collaboratori consapevoli e responsabili a sua volta. 

Bisogna formare una classe politica dirigenziale giovane ma adeguatamente preparata ad approcciarsi ad una politica diversa da quella svolta negli ultimi vent’anni; molto eterogenea e flessibile, intessuta di relazioni extra territoriali che possano divenire punti di forza da sfruttare a proprio vantaggio. 

Lo svecchiamento occorre farlo anche burocraticamente, bisogna essere competitivi politicamente, per conquistare la leadership, occorrono idee nuove, ma soprattutto preparazione socio-politica, non qualunquismo. 

Aprire un’era nuova, con volti giovani, adeguatamente preparati, significa evolversi positivamente; lasciare la politica a persone che non hanno un adeguata preparazione significherebbe uniformare il Paese alla pangea dei continenti, senza portare il proprio know how, e il proprio peso politico, al servizio dell’Unione Europea.


Davide Lombino


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