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Repubblica.it e Corriere.it dal 2013 le notizie potrebbero essere a pagamento


A partire dal 2013 l’accesso online alle due testate giornalistiche maggiori del Paese ovvero Corriere.it e Repubblica.it non sarà più gratuito ma bensì a pagamento. 

La notizia ancora non pienamente ufficializzata sembra in questi giorni avere qualche fondamento in più. La possibile scelta delle due testate giornalistiche potrebbe concretizzarsi fra un paio di mesi, dove escludendo un ristretto numero di contenuti mensili; la visualizzazione delle notizie saranno possibili dietro il pagamento di un abbonamento mensile.
Ciò implicherebbe una non fruizione libera dei contenuti web, garantita dalla libertà di rete. Bisogna considerare che le testate online, vengono già ampiamente retribuite dalle inserzioni pubblicitarie esposte sotto forma di banner. 

Se le aziende di riferimento dovessero adottare un simile provvedimento, dovranno senz’altro tenere conto del fatto che i visitatori pagano per la fruizione del servizio, i quali sicuramente non vorranno visualizzare i banner pubblicitari che ampiamente occupano gran parte delle aree libere del Corriere.it e della Repubblica.it. 

La stampa sul web a differenza di quella cartacea è una risorsa libera, fruibile da parte di tutti; inserire un servizio a pagamento restringerebbe l’accesso alle notizie da parte della colletività. Inoltre cosa sarà degli altri giornali online?  Dovranno adeguarsi alla nuova piattaforma facendo pagare per la fruizione di un servizio libero? Il risultato sarà un servizio fruito da una ristretta cerchia, violando i regolamenti di pubblicazione sul web. Ultima considerazione da farsi, riguarda le modalità di pagamento. 

L’Italia non è di certa uno tra i primi paesi al mondo per le  transazioni monetarie online, pertanto si dovranno sviluppare sistemi di pagamento semplici e rapidi per poter pagare gli abbonamenti. 

Ovviamente considerazione ultima ma da non trascurare; è chi abitualmente legge le notizie online non si sofferma a consultare una sola testata giornalistica, ma bensì due o tre o quantomeno le maggiori; ciò per avere una diversa opinione sulla stessa notizia riportata, chi solitamente consulta i giornali online dovrà rinunciare alla pluralità d’informazione in quanto potrebbe risultare troppo oneroso doversi abbonare ad ogni singolo giornale online. Internet garantisce come detto la libertà di stampa, e fino a quando non si modifichino gli accordi presi, libera tale la fruizione delle notizie deve rimanere, ognuno è chiamato a rispettare e garantire la pluralità d’informazione come risorsa libera e pienamente fruibile da tutti in un sistema pienamente democratico.


Davide Lombino
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