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Sistema politico italiano; obsoleto e privo di innovazione ideologica; occorre una nuova classe dirigenziale per rilanciare la politica italiana a livello continentale

L’asfaltismo proposto da Matteo Renzi nei confronti del centro-destra; dovrebbe essere operato in tutti i partiti politici; e personaggi politici che hanno rappresentato il nostro paese negli ultimi vent’anni. La politica italiana risulta permeata da idee obsolete e non in linea con il modernismo politico-mediatico richiesto dai paesi europei. 

Bisogna svecchiare e sburocratizzare una politica troppo contorta e controversa; che crea instabilità e sfiducia; non solo tra i cittadini (i quali non capiscono la direzione e linea politica); ma anche all’interno dei paesi europei e dei mercati finanziari.

Lo svecchiamento va iniziato dalla classe dirigente politica attuale; a prescindere dall’appartenenza politica; l’età media dei nostri politici è di 59 anni contro una media europea di 55 anni di età. 

Questo fa intendere che una classe politica più giovane e composta da giovani; possa apportare idee fresche e nuove per il rilancio politico-economico del nostro paese. Occorre creare un nuovo organo istituzionale; capace di operare quella mediazione-sociale tra governo, classe imprenditoriale e lavoratori. 

Il nostro risulta un sistema dove gli organismi vitali del paese; operano come fossero compartimenti stagni; invece che cooperare alla crescita nazionale; si preoccupano di ottenere il massimo profitto dalla contrattazione mediatica in atto. 

Occorre coinvolgere nell’azione di governo la classe imprenditoriale attivamente; affinché quest’ultima possa comprendere meglio quali sono i problemi di governo; e nello stesso tempo impegnarsi come mediazione sociale ascoltando le richieste provenienti dalle associazioni sindacali; per creare un dialogo costruttivo. 

La nostra è aleggiata da una politica che diniega ciò che si è affermato il giorno prima; fatta da inciuci e distruzione mediatica politica messa in campo dalle parti avverse; dove si opera solo per gli interessi partitici e non nazionali. 

Dimostrazione è dovuta dall’attuale governo Letta; il quale è nato non da un’espressione di voto popolare (come dovrebbe naturalmente essere in uno stato democratico); ma da una situazione d’emergenza grave e diffusa in cui il nostro paese era piombato. I patti stipulati dai partiti di maggioranza interessati per salvaguardare il bene degli italiani; originariamente accomunati da un interesse comune, ovvero la salvaguardia del paese; sono stati  stracciati e lasciati andare via come fogli di carta al vento; dopo meno di un anno dall’insediamento dell’attuale governo; per lasciare posto agli acredini politici derivanti dalle diverse appartenenze partitiche. 

Ecco che gli uomini che hanno dato vita alla Seconda Repubblica; non sono ben diversi dai loro predecessori; ed hanno continuato a perpetrare la volontà andreottiana di tirare a campare, che tirare le cuoia. 

Ciò poteva andare bene in tempi passati; dove il contesto storico-politico era molto meno dinamico di quello attuale; nelle quali politiche nazionali dei paesi europei erano svincolate da quelle di tutti gli altri; essendo legate ad una visione nazionale e non continentale. 

Mettersi da parte sarebbe un grande atto di responsabilità politica nei confronti del paese e dei cittadini; dando spazio alle nuove generazioni con idee nuove e innovative; le quali potrebbero apportare con il proprio supporto una ventata fresca di ottimismo nei confronti degli italiani e dell’Europa stessa.


Davide Lombino
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