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Sopravvivenza, una condizione sociale che affligge l’uomo e le società moderne

La storia ci insegna; che in tutte le epoche in cui l’uomo è vissuto, c’è sempre stata una parte di popolazione che ha dovuto combattere per l’ottenimento ed il rispetto dei diritti civili e quelli per la libertà.

Volevo soffermarmi proprio sui questi ultimi; ovvero i diritti per la libertà che sono sempre stati minati anche da forme di controllo sottili e subdole; che non fanno riflettere le masse sulla limitazione della loro libertà, solo perché una ristretta élite di persone; che danno le direttive mondiali; riescono a creare un sistema intelligente per distogliere il pensiero delle persone sulle cose veramente importante nella vita.

Il controllo dei diritti della libertà, da parte di questa élite, si è sempre evoluta con i tempi; non è mai stata statica, ha sempre cercato di sfruttare le debolezze dei tempi; per creare controllo sulle masse.

Così vediamo che ai tempi degli antichi romani il controllo veniva effettuato limitando determinate azioni alle persone che appartenevano ai ceti sociali meno abbienti, sicché le differenze di classi dettavano l’ampiezza dei diritti civili e di libertà goduti; nel medioevo il controllo veniva effettuato tramite il pagamento dei tributi, chi non poteva pagare veniva rinchiuso nelle galere, nel rinascimento le signorie avevano il potere di elargire libertà ai propri cittadini; essendo considerate la massima autorità in carica indiscussa.

 

Nell’era dell’oscurantismo, la chiesa cattolica ha fatto da padrona sui diritti civili e di libertà perseguitando tutti coloro che non erano cristiani; ma allo stesso tempo condannando con la pena di morte; chiunque avesse anche il sospetto di essere eretico.

Potrei andare avanti ad enumerare casi fino ai tempi moderni, ma vorrei concentrarmi sul tempo in cui viviamo.

Molti pensano che essendo l’Italia una Repubblica democratica, abbiamo raggiunto quella maturità per poter finalmente affermare di essere pienamente liberi.

Purtroppo questa affermazione non è del tutto vera per vari motivi.

Il primo riguarda proprio lo status democratico, la democrazia non è un diritto acquisito; e guai a consideralo tale, la sin può perdere in qualsiasi momento con il cambiamento dei fattori politico-economico-sociali che accompagnano la vita del nostro paese.

Secondo; oggi il controllo delle masse avviene con il lavoro.

Meno lavoro crea sottomissione; per la quale le persone sono disposte a concedere molto, specialmente in termini di libertà, purché’ possano avere la speranza di andare avanti ottenendo un posto di lavoro.

Ecco che si matura una condizione pericolosa per il mantenimento dei diritti di libertà; l’uomo che lavora è un uomo libero; ma è anche vero che un uomo che lavora troppo; è simile ad uno schiavo; pertanto non ha tempo di pensare.

Si è quindi creato il concetto di “Globalizzazione”, facendola credere un passo importante per l’unità globale dell’uomo; la globalizzazione economica è stata venduta come un fattore di maggiore opportunità economica per tutti aleggiata da una sana competizione, invece che in termini di precariato sociale e fattore di destabilizzazione sociale mondiale.

Nel nostro bel Paese che arranca; si sono create due condizioni che minano i diritti di libertà e democratici dei cittadini; ovvero due classi di cittadini:

chi è alla constante ricerca di un posto di lavoro, per cui chi si trova in questa condizione ha solo un obiettivo, cercare lavoro e nello stesso tempo sbarcare il lunario (questo status sociale può essere assimilata alla condizione sociale di sopravvivenza);

la seconda classe è rappresentata da chi ha un lavoro, il quale si focalizza soltanto su come mantenerlo accettando anche condizioni lavorative che normalmente non verrebbero prese in considerazione, le quali minano a ridurre i propri diritti del lavoro (anche questo status può essere assimilato alla condizione sociale di sopravvivenza).

Ne deriva una semplice equazione: “CLASSE:POTERE POLITICO=MASSE:SOPRAVVIVENZA”.

Dove le classi sono tutte quelle famiglie imprenditoriali; che attraverso lo sfruttamento della domanda di lavoro, acquisiscono sempre più potere per l’ottenimento di maggiori privilegi, cercando di focalizzare le masse su temi sociali come quello della mancanza del lavoro; situazione creata volutamente, per lo scopo di distogliere il pensiero delle sui fattori sociali veramente importanti; e creare un nuovo mondo di schiavizzati moderni; bloccati nel limbo dantesco; il cui unisco scopo nella vita diventa l’esistenza perpetrata dalla sopravvivenza, e rinunciando per sempre al vivere che resta la vera essenza della vita.

 

Davide Lombino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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