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Australia, mancanza di diritti civili ed umanitari nella gestione degli stranieri bloccati impossibilitati al rientro in patria e con visto in scandenza

In questi giorni tristi e bui per l’intera umanità globale a causa dell’incessante espandersi del virus COVID-19, meglio conosciuto come coronavirus; non posso fare a meno di parlare di come l’Australia stia fronteggiando la grave situazione.

Il governo australiano sta affrontando la situazione con settimane di ritardo, cercando di limitare ed arginare quanto meno lo spostamento di persone, anche se non c’è per il momento una restrizione totale.

Anche negli aeroporti le persone che arrivano non vengono controllate e tanto meno viene rilevata la temperatura corporea.

Non sono state impiegate quelle misure drastiche precauzionali, che in tutti i paesi del mondo sono già state messe in atto da settimane.

Sono state limitate le associazioni di persone e gli assembramenti ad un massimo di 10 persone in misura precauzionale; la percezione della pandemia a livello comune è differente, si è creata una psicosi sociale nella gente, che ha indotto le persone a riversarsi nei supermercati e centri commerciali, per rimpinguare abbondantemente la dispensa di casa, come se la pandemia fosse già ampiamente diffusa.

I primi beni ad essere acquistati sono stati la carta igienica e carta da casa in larga scala; tanto che i supermercati non hanno al momento nessuna riserva (situazione questa alquanto incomprensibile).

Successivamente sono state prese di assalto gli alimenti in scatola i cereali, i vegetali congelati, nonostante l’appello rivolto ai cittadini da parte del governo federale di stare tranquilli in quanto gli approvvigionamenti non avrebbero subito riduzioni di fornitura.

La cosa più sconcertante di tutta questa situazione è la mancanza di stato sociale e di solidarietà’ da parte degli australiani.

Ci sono un paio di milioni di persone bloccate in Australia impossibilitate a rientrare nei propri paesi con visto in scadenza che sono state letteralmente abbandonate a sé stesse (si conta un numero di circa 2.2 milioni, tra le quali anche il padre del sottoscritto).

Chiamando il dipartimento dell’immigrazione australiana, non sanno fronteggiare il problema, l’unico consiglio che propongono e di spulciare tra le centinaia di visti che hanno a disposizione per fare richiesta di un visto differente in maniera da estendere il periodo di permanenza in Australia.

Ovviamente le persone comuni non sono competenti, pertanto diventa conseguenzialmente comprensibile le difficoltà per la scelta di un visto congruo per ogni singolo caso.

Inoltre il dipartimento dell’immigrazione richiede a pagamento; l’espletazione di un check-up completo della persona che richiede l’estensione del visto per un importo pari a circa 285 dollari australiani.

Nell’ipotesi che si trovi un visto che possa essere ritenuto congruo, si dovrà sborsare una cifra che varia dalle 360 ai 600 dollari australiani.

Nella peggiore delle ipotesi per fronteggiare l’emergenza; una persona straniera; dovrà sborsare una cifra pari a quasi 800 dollari australiani, i quali però non danno la certezza dell’approvazione del visto.

Il Department of Home Affairs Australiano nel caso di un rifiuto della domanda per l’estensione del visto non provvederà al rimborso delle tariffe pagate.

In una situazione di emergenza mondiale; affiora la venialità e la ricerca del profitto dell’ufficio immigrazione australiano, i quali traggono un vantaggio economico da una situazione di disagio sociale da parte di chi è impossibilitato a tornare a casa.

Tempo fa avevo già trattato un articolo riguardante la mancanza di stato sociale in Australia, l’insensibilità di questo governo è inaudita.

Soltanto pochi mesi fa gli Stati Uniti hanno inviato un numero di pompieri volontari in Australia; per fronteggiare il fronte degli estesi incendi che hanno devastato il paese; a titolo gratuito e un ristretto numero di pompieri americani purtroppo hanno perso la vita.

Il governo australiano approfittando di un momento di difficoltà degli stranieri che si trovano impossibilitati a rientrare nei propri paesi di origine (previa sospensione di tutti i voli da e verso l’Australia); non sta avendo remore a lucrare e richiedere il pagamento di tariffe di visto e visite mediche, senza cercare di creare una soluzione alternativa e gratuita per tutti coloro che si trovano bloccati in questo paese, visto il caso di eccezionalità ed emergenza.

Tutto ciò dimostra che l’insensibilità’ sociale e la ricerca del profitto da parte degli Australiani, il quale quest’ultimo rappresenta la prima ragione di vita in Australia, assunta come valore sociale globale della società australiana moderna da ricercare a tutti i costi, non curandosi minimamente di un fattore umano molto più importante, ovvero il valore umano ed umanitario i quali dovrebbero rappresentare un unico valore assoluto come garante di solidarietà umana anche tra popoli di diversa razza religione provenienza e cultura.

Il governo australiano ed in particolare il dipartimento dell’immigrazione australiana si stanno dimostrando inefficaci ed inefficienti nella gestione degli stranieri, i quali oltre al trauma di trovarsi bloccati in terra straniera; devono sopportare lo stress di non sapere quale decisione venga presa in merito all’estensione dei visti i quali nonostante siano state presentate le domande di prolungamento, e nonostante l’immigrazione australiana abbia già fatto pagare le tariffe relative ai visti, ha risposta che non garantisce un eventuale esito positivo della richiesta, chiarificando che anche se la domanda dovesse venire respinta il corrispettivo pagato non sarà restituito.

Siamo dinnanzi ad un caso di disumanizzazione unica nella storia dell’umanità; dove il profitto ha soppiantato qualsiasi valore sociale ed umano in questo paese.

Fino a qualche mese fa abbiamo assistito al grande atto di umanità che gli Stati Uniti hanno rivolto nei confronti dell’Australia inviando come detto dei pompieri i quali si sono immolati per una causa strettamente umanitaria.

Personalmente essendo coinvolto nella questione, (come già detto mio padre si trova nella medesima situazione); ho sentito il bisogno di denunciare il caso presso una testata regionale il quale articolo di denuncia è stato pubblicato presso il quotidiano “The Standard” sia nella versione online che in quella cartacea (troverete il link a fondo pagina).

Quale occasione persa dell’Australia per restituire un grazie tramite un atto umanitario gratuito a tutti coloro che in questo momento vivono l’incubo di dover restare in un paese straniero ed i quali vivono possibilmente dei drammi familiari derivati dalla morte di qualche congiunto a causa della pandemia, e pertanto impossibilitati a darne un ultimo saluto d’addio.

https://www.standard.net.au/story/6687937/stuck-in-limbo-visa-headache-for-italian-visitor/?cs=72

Davide Lombino

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