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Udo Ufkotte, il giornalista tedesco che denuncia il controllo del potere mediatico da parte della CIA americana

udo-ulfkotteSiamo realmente sicuri che tutto ciò che la stampa mediatica ufficiale scriva, abbia un riscontro reale con la realtà?

Una risposta a questa domanda potrebbe essere data da uno dei più titolati giornalisti tedeschi vincitore di premi al giornalismo internazionali; che dopo venticinque anni ha trovato il coraggio di denunciare gli Stati Uniti come detentori del monopolio e manipolatori dell’informazione mondiale.

Udo Ulfkotte il nome del giornalista tedesco, per anni caporedattore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, è diventato celebre per aver rivelato in un’intervista a RT nel 2014 come molti giornalisti europei siano a libro-paga della Cia, della finanza e dei politici, confessando di essere lui stesso a servizio dei servizi americani. “Gekaufte Journalisten”, si intitola il suo primo saggio, nel quale ha trascritto molte delle rivelazioni che lo hanno reso celebre.

malcolm-xUlfkotte per 25 anni capo redattore della prestigiosa testata giornalistica tedesca; ha dichiarata che è stato costretto a mentire sulla verità; manipolando le persone e facendo propaganda contro la Russia e diffondendo notizie filo americane.

Il giornalista dichiara inoltre che non si tratta di un caso isolato il suo; ma che molti altri giornalisti europei sono stati contattati dalla Cia americana per continuare il progetto di controllo mediatico dell’informazione; e la situazione non è cambiata neppure ad oggi.

Il giornalista ha continuato dicendo: “Se vedete i media tedeschi, in particolare i miei colleghi che giorno per giorno scrivono contro i russi; (questi giornalisti) aderiscono ad organizzazioni transatlantiche, e sono sostenuti dagli Stati Uniti”.

I servizi segreti usano i media mainstream per diffondere la loro propaganda e sarebbe ingenuo credere che oggi sia diverso.

La denuncia di Udo Ulfkotte continua a far riflettere ogni qual volta si legge di Medio Oriente, o di Panama Papers, o di altro su cui sorge il sospetto che vi sia molto di più di quanto appaia.

Ufkotte continua:” La maggior parte dei giornalisti che si vedono nei Paesi esteri dicono di essere giornalisti e potrebbero esserlo, giornalisti europei o statunitensi. Ma molti, come me in passato, hanno la cosiddetta copertura non ufficiale, come dicono gli statunitensi. La copertura non ufficiale cosa significa? Non lavorate per un’agenzia d’intelligence, ma li aiutate se volete che vi aiutino. Ma quando (il pubblico) scopre che non sei solo un giornalista, ma anche una spia (la CIA) non dirà mai che siete uno dei suoi. Quindi, l’aiutai in diverse situazioni e me ne vergogno. Questo riguarda solo i giornalisti tedeschi? No, penso che sia particolarmente il caso dei giornalisti inglesi, perché hanno un rapporto assai più stretto con gli Stati Uniti”.

Ufkotte dichiara che oltre ai giornalisti inglesi, sono coinvolti anche giornalisti israeliani, francesi, australiani, neo zelandesi di Taiwan e tanti altri.

Il titolato giornalista tedesco dichiara inoltre che a volte le agenzie di intelligence sono arrivate nel suo ufficio chiedendo espressamente di scrivere un articolo.

Ufkotte ricorda un fatto eclatante: “un giorno il BND (Bundesnachrichtendienst, i servizi segreti) si presenta nel mio ufficio alla Frankfurter Allgemeine, a Francoforte, e voleva che scrivessi un articolo sulla Libia e il Colonnello Muammar Gheddafi.

Non avevo assolutamente informazioni segrete riguardo al Colonnello Muammar Gheddafi. Ma mi diedero quei (documenti) segreti, e volevano solo che firmassi l’articolo con il mio nome.

Lo feci e sulla Frankfurter fu pubblicato un articolo proveniente dall’agenzia d’intelligence tedesca.

Pensate davvero che questo sia giornalismo, con le agenzie d’intelligence che scrivono gli articoli?

L’articolo fu stampato nel mondo due giorni dopo, ma non avevo alcuna informazione al riguardo.

Non è così che il giornalismo dovrebbe funzionare, con le agenzie d’intelligence che decidono ciò che va stampato oppure no”.

Lo stesso Ulfkotte affermò, in un’intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo, che “un giornalista italiano può ricevere fino a 20mila dollari per scrivere articoli filo statunitensi”.

Le rivelazioni del giornalista tedesco, il quale accusa senza mezzi termini buona parte della stampa mainstream europea, capi redattori in testa, di essersi venduti a loro volta agli Stati Uniti, continua a suscitare un fuoco di sbarramento da parte dei media, Ulfkotte ha lavorato per oltre diciassette anni nel principale giornale tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, non sia l’ultimo degli arrivati.

Le sue dichiarazione non sono state mai smentite, e continua a scrivere libri sull’argomento ed a partecipare a dibattiti televisivi, durante i quali non si parla soltanto dei giornalisti, ma anche dei politici in vendita, di un mondo sempre più assoggettato al potere d’acquisto “della ristretta lobby dell’industria finanziaria mondiale.

Tutto ciò deve fare riflettere sullo stato di democraticità dichiaratamente esplicitata e decantata dagli Stati Uniti, la quale risulterebbe essere soltanto più dichiarativa che esecutiva; specialmente se si adotta una politica di controllo della stampa (ricordate ciò che accaduto nel 1929 in Italia e Germania essendo già successo).

Democrazia è libertà civile di espressione, opinione e stampa solo quando un Paese raggiunge la piena coscienza di questi fattori chiave si potrà avere uno stato pienamente democratico

Davide Lombino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonti tratte dal Deutsch Italia del 17.01.2017

 

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