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Wojtyla e Rocalli due papi santificati dalla Chiesa, segnano il passaggio dal conservatorismo al progressismo del cattolicesimo

Abbiamo assistito nei giorni scorsi alla cerimonia di santificazione di Angelo Roncalli e Carol Wojtyla, evento trasmesso in tutto il mondo, ed al quale hanno partecipato attivamente ottocento mila fedeli, i quali si sono riversati nella capitale da tutto il mondo, per assistere alla manifestazione cattolica.

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono stati due papi che sicuramente hanno tracciato una nuova visione cattolico-cristiana nella Chiesa romana nel corso del XX secolo, il primo è stato un papa semplice, vicino al popolo, ma con il carattere da riformista, il quale ha aperto la Chiesa ad un nuovo percorso di rinnovamento spirituale ma anche giuridico, tramite l’apertura del Concilio Vaticano II°.

Il secondo è stato un papa di grande apertura politica al dialogo verso il mondo ateo, agnostico, verso i protestanti ma soprattutto verso gli ebrei, da sempre avversati dalla Chiesa cattolica, ritenuti responsabili di deicidio.

Wojtyla progressista da una parte e profondo moderato dall’altra in quanto non ha realmente inciso sul cambiamento giuridico-strutturale della Chiesa stessa.

L’evento di santificazione è stato unico al mondo e probabilmente irripetibile, non solo per la proclamazione a santi della Chiesa, di due papi che ne hanno fatto la storia recente, ma anche per la presenza di due papi viventi, ovvero papa Francesco e Benedetto XVI, quasi ha rappresentare il passaggio di consegna dalla restaurazione pontificia al progressismo cattolico.

Proprio questo simbolismo è stato alla base della manifestazione cattolica, la restaurazione fin da sempre perorata dalla Chiesa cattolica, ha trovato riscatto nelle figure di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, come il passaggio epocale ma eccezionale (in quanto il predecessore è ancora vivo), delle chiavi di Pietro da Ratzinger a  Bergoglio.

Il percorso di santificazione dei due papi ha avuto iter differenti, se per il primo si sono rispettati i termini prescritti dal diritto canonico, per papa Wojtyla si sono bruciate le tappa, ed in meno di cinque anni dalla proclamazione a beato, è arrivata la santificazione.

Sull’iter accelerato non possiamo sicuramente dare una valutazione oggettiva, visto che la Chiesa è uno stato indipendente con sovranità d’imperio, e pertanto può applicare deroghe al diritto canonico stesso.

Quello che suscita dubbi, è proprio l’autorità della Chiesa di cui s’investe, nel processo di beatificazione o santificazione di un uomo.

La Bibbia esplicitamente spiega come si ottiene la santificazione, più precisamente Gesù ha lasciato detto agli apostoli, che coloro che invocano il padre e ne fanno la sua espressa volontà, sono santificati nell’Eterno. 

(Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. 14Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, 15ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. 16Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo. 1 Pietro 13;16).

Questa frase detta da Gesù non lascia intendere fraintendimenti, ovvero tutti coloro che professano la fede a Dio padre sono santi, in quanti santificati nel nome del Signore.

L’affermazione ovviamente è generalizzata a tutti gli essere umani e non ad una categoria.

Essendo il passo biblico diretta profezia di Gesù come espressa volontà divina, tutti possono essere santi, e proclamati tali da Dio padre, come spiega la dottrina cristiana, e non esclusivismo di nomenclatura, di alcuna istituzione religiosa terrena.

La mia non vuole essere un’aspra critica alla Chiesa di Roma, ma semplicemente una constatazione di fatto, un elucubrazione mentale, derivante dalla lettura della parola, e la visione di un operato che a parere mio contrasta con quanto è scritturale.

L’affermazione più congrua ed evidente è quella che la Chiesa cattolica coerente con il percorso progressista intrapreso, eleva agli onori dell’altare due figure papali, che sicuramente hanno trasformato la Chiesa stessa in un valore aggiunto per tutto il mondo cattolico, per il mondo laico e protestante, ma  presenta delle incoerenze giuridiche-istituzionali se analizzando le regole giuridiche del diritto canonico, vengono confrontate con le sacre scritture.

Davide Lombino

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